10 Marzo 2026

Installazione colonnine per aziende: tutto quello che devi sapere prima di iniziare

Colonnina Ricarica Auto Elettriche Aziende

L’installazione di colonnine di ricarica in azienda è diventata una priorità concreta per un numero crescente di imprese italiane. Non si tratta solo di stare al passo con i tempi: offrire infrastrutture di ricarica significa rispondere a un’esigenza reale dei dipendenti, ottimizzare la gestione delle flotte elettriche e posizionare l’azienda come realtà sostenibile e moderna. Prima di avviare il progetto, però, è fondamentale conoscere i requisiti tecnicinormativi e gestionali per evitare errori costosi e garantire un’installazione che funzioni davvero nel lungo periodo.

In questo articolo ci riferiamo alle aziende nel senso più classico del termine: realtà con parcheggi privati ad accesso parzialmente controllato, dedicati a dipendenti, collaboratori, fornitori e visitatori. Non parliamo quindi di hotel, ristoranti o strutture con un grande flusso di accesso pubblico, contesti che meritano considerazioni specifiche e diverse.

Perché installare colonnine in azienda: i motivi concreti

I motivi per cui un’azienda dovrebbe investire in infrastrutture di ricarica sono molteplici e tutti con ricadute concrete sulla vita quotidiana dell’impresa. Il primo riguarda i dipendenti: sempre più lavoratori guidano veicoli elettrici e la possibilità di ricaricare durante l’orario di lavoro è diventata un benefit apprezzato, in grado di migliorare la soddisfazione, ridurre lo stress logistico e aumentare la fidelizzazione del personale. Un benefit, tra l’altro, con costi relativamente contenuti rispetto ad altri strumenti di welfare aziendale.

Il secondo motivo riguarda le flotte aziendali. L’elettrificazione dei parchi auto sta accelerando in modo significativo, spinta sia dai target europei di riduzione delle emissioni che dai vantaggi economici legati al minor costo di esercizio rispetto ai veicoli termici. Avere colonnine in sede è la condizione indispensabile per far funzionare una flotta elettrica in modo fluido, garantendo che i veicoli siano sempre pronti all’uso senza soste esterne che sottraggono tempo e produttività.

C’è poi un aspetto di immagine e reputazione che non va sottovalutato. Un’azienda dotata di infrastrutture di ricarica comunica impegno concreto verso la sostenibilità, un valore sempre più rilevante nella scelta dei fornitori da parte dei grandi clienti e nei processi di selezione dei talenti. Infine, grazie alla presenza sul mercato di diversi operatori specializzati che offrono soluzioni anche a costo zero per l’azienda, il processo può essere ottimizzato economicamente in modo significativo, rendendo l’investimento accessibile a realtà di qualsiasi dimensione.

Requisiti tecnici fondamentali: la valutazione preliminare

Prima di acquistare qualsiasi apparecchiatura o procedere con i lavori, è fondamentale eseguire una valutazione tecnica approfondita dell’impianto elettrico esistente. Questo è il passaggio più critico e spesso quello più sottovalutato. Un tecnico qualificato deve verificare la potenza disponibile nel contratto di fornitura elettrica e determinare se è sufficiente per alimentare una o più colonnine senza causare sovraccarichi.

La potenza contrattuale è il limite massimo di energia che l’azienda può prelevare dalla rete. Se la somma dei consumi aziendali (macchinariluciuffici) aggiunta alla potenza delle nuove colonnine supera questo limite, si verificheranno scatti del contatore con conseguenti interruzioni operative. In molti casi, l’aggiunta di colonnine richiede una richiesta di aumento di potenza al fornitore, un’operazione che può richiedere settimane e che va pianificata per tempo.

Il Dynamic Load Management (DLM) è la soluzione tecnologica che risolve questa criticità senza necessità di aumentare la potenza contrattuale: un sistema intelligente che distribuisce automaticamente la potenza disponibile tra le colonnine attive, riducendola quando il consumo complessivo dell’edificio è elevato e aumentandola nelle ore di minor consumo. Per qualsiasi installazione con più di 2-3 colonnine, il DLM non è un optional ma una componente essenziale.

Anche il quadro elettrico principale necessita di una verifica accurata. Potrebbero essere necessari interventi come l’aggiunta di sezionatori dedicatidifferenziali di tipo B (obbligatori per i circuiti di ricarica EV) e protezioni adeguate. Questi lavori di adeguamento vanno inclusi nel budget complessivo del progetto fin dalla fase di pianificazione.

Quale colonnina scegliere: tipologie e potenze

Non tutte le colonnine sono adatte a tutti i contesti aziendali. La scelta dipende da chi le utilizza, per quanto tempo e con quale frequenza.

  • Wallbox da 7 kW (monofase): ideale per i dipendenti che parcheggiano in azienda per l’intera giornata lavorativa (8 ore o più). Con 7 kW, in 8 ore si erogano fino a 56 kWh, sufficienti per ricaricare completamente la maggior parte delle auto elettriche di segmento medio. È la soluzione più economica da installare e gestire.
  • Wallbox da 11 kW (trifase): la scelta più diffusa in ambito aziendale. Garantisce una ricarica più rapida senza richiedere potenze eccessive. In 8 ore eroga fino a 88 kWh, coprendo ampiamente le esigenze anche di SUV elettrici di grandi dimensioni.
  • Wallbox da 22 kW (trifase): consigliata per contesti con alta rotazione dei veicoli o per flotte aziendali che richiedono ricariche più rapide. In 8 ore eroga fino a 176 kWh. Richiede un impianto trifase robusto e una verifica attenta della potenza disponibile.
  • Colonnine DC fast da 50-150 kW: destinate alle flotte operative (furgoniveicoli di servizio) che necessitano di ricaricare rapidamente tra un’uscita e l’altra. Consentono di raggiungere l’80% della batteria in 20-45 minuti a seconda della potenza, garantendo la massima flessibilità operativa.

Qualunque sia la potenza scelta, è fondamentale optare per colonnine certificate CE, dotate di sistema di autenticazione (RFIDapp e altri metodi) per il controllo degli accessi, e di connettività smart per il monitoraggio remoto e la reportistica dei consumi.

Normativa italiana: cosa dice la legge

Navigare nel panorama legislativo italiano può sembrare complesso, ma le regole attuali hanno un obiettivo chiaro: accelerare la transizione energetica rendendo le aziende protagoniste del cambiamento.

Il riferimento principale è il D.Lgs. 48/2020, che ha recepito la direttiva (UE) 2018/844 sulla prestazione energetica nell’edilizia. Questo decreto, modificando l’art. 4, comma 1-bis del D.Lgs. 192/2005, ha introdotto obblighi precisi per integrare le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici negli edifici.

In concreto, per gli edifici non residenziali di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazione importante con più di 10 posti auto, sono richiesti:

  • a) almeno un punto di ricarica ai sensi del D.Lgs. 257/2016;
  • b) la predisposizione di infrastrutture di canalizzazione (cioè condotti per i cavi elettrici) per almeno un posto auto ogni cinque.

Questi obblighi scattano quando il parcheggio è interno o adiacente all’edificio e, in caso di ristrutturazione, solo se l’intervento riguarda anche il parcheggio o gli impianti elettrici collegati. L’obbligo si estende inoltre agli edifici non residenziali esistenti con più di 20 posti auto, per i quali era prevista l’installazione di almeno un punto di ricarica entro il 1° gennaio 2025.

Vale la pena precisare che il D.Lgs. 48/2020 non modifica il D.Lgs. 257/2016, ma lo richiama come riferimento per definire cos’è un “punto di ricarica”: si tratta quindi di un coordinamento tra i due decreti, non di una modifica formale.

Gli obblighi sopra descritti non si applicano nei seguenti casi:

  • edifici di proprietà di PMI e da esse occupati;
  • interventi per cui la domanda di permesso a costruire (o equivalente) è stata presentata entro il 10 marzo 2021;
  • quando il costo delle installazioni supera il 7% del costo totale della ristrutturazione importante;
  • edifici pubblici già in regola ai sensi del D.Lgs. 257/2016 (art. 4, comma 1-bis, lett. f, D.Lgs. 192/2005).

Il quadro normativo si è recentemente aggiornato con il DM 28 ottobre 2025 (Decreto Requisiti Minimi), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025 ed efficace dal 3 giugno 2026. Questo decreto aggiorna i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici; per i dettagli tecnici sulle infrastrutture di ricarica, è necessario fare riferimento direttamente al testo e ai suoi allegati.

Un tema di particolare attenzione è la sicurezza antincendio. Quando i sistemi di ricarica vengono installati in attività soggette a controlli antincendio, come le autorimesse rilevanti ai sensi del DPR 151/2011, occorre rispettare le indicazioni della Circolare VVF n. 2 del 5 novembre 2018, che distingue due scenari:

  • se l’installazione rispetta le linee guida allegate alla Circolare → si tratta di una modifica non rilevante, da registrare solo al momento del successivo rinnovo periodico, senza bisogno di presentare la SCIA;
  • se invece l’installazione non rispetta le linee guida → si configura una modifica rilevante, con obbligo di seguire le procedure dell’art. 4, comma 6 del DPR 151/2011.

Sul piano tecnico, l’impianto deve essere realizzato a regola d’arte secondo la Norma CEI 64-8, Sezione 722, che disciplina i circuiti dedicati alla ricarica dei veicoli elettrici. Al termine dei lavori, l’impresa installatrice abilitata è tenuta a rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo) ai sensi del DM 37/2008: un documento fondamentale per certificare che l’impianto rispetta tutte le norme tecniche e di sicurezza applicabili.

Come installare e quale modalità scegliere

Un’azienda che vuole dotarsi di colonnine di ricarica ha davanti diverse possibilità. Può scegliere di acquistare autonomamente l’hardware e affidarsi a diverse figure tecniche per consulenze, processi autorizzativi e installazione, investendo fin da subito anche diverse decine di migliaia di euro. Oppure può affidarsi a operatori specializzati come Powy, che coprono una o più fasi del processo, fino alla gestione completa dell’intera infrastruttura.

Powy offre tre modalità distinte, pensate per rispondere a esigenze e disponibilità economiche diverse:

  • Coinvestimento: l’azienda e Powy condividono l’investimento iniziale con percentuali di partecipazione definite contrattualmente: un modello equo e trasparente che distribuisce rischi e benefici, con Powy che si occupa di installazione e attivazione e l’azienda che riceve una percentuale sulle sessioni di ricarica.
  • Partnership: Powy copre integralmente hardware, installazione e costi di avvio, senza alcun investimento iniziale da parte dell’azienda: la gestione e la manutenzione sono completamente a carico di Powy, mentre l’azienda riceve una percentuale su ogni sessione di ricarica in un modello pensato per la crescita scalabile nel lungo periodo.
  • Acquisto: l’azienda acquisisce la propria infrastruttura di ricarica in modo completo: Powy guida dalla scelta dell’hardware all’installazione, garantendo poi gestione e manutenzione continuativa, software avanzato per l’ottimizzazione e la possibilità di aprire l’infrastruttura all’accesso pubblico per generare ulteriori entrate.

Il processo di installazione passo per passo

Qualunque sia la modalità scelta, le fasi che portano dall’idea alla concretizzazione seguono tipicamente questo percorso:

  1. Sopralluogo tecnico: valutazione dell’impianto elettrico, calcolo della potenza disponibile, identificazione delle posizioni ottimali per le colonnine
  2. Progettazione: scelta delle colonnine più adatte, dimensionamento del sistema DLM, studio della piattaforma di gestione
  3. Scelta della modalità di gestione: analisi degli operatori di settore, confronto delle offerte e selezione del modello più adatto all’azienda
  4. Autorizzazioni: gestione delle pratiche burocratiche e delle comunicazioni al gestore di rete, in autonomia o tramite il partner selezionato
  5. Installazione e collaudo: esecuzione dei lavori, test di funzionamento, rilascio della Dichiarazione di Conformità
  6. Formazione: istruzione dei dipendenti all’utilizzo delle colonnine, configurazione dei sistemi di rimborso e fatturazione interna

Vuoi portare la ricarica elettrica nella tua azienda senza pensieri? Powy ti accompagna in ogni fase del progetto: dal sopralluogo tecnico gratuito alla progettazione personalizzata, dall’installazione certificata alla gestione operativa 24/7Contattaci oggi e scopri la soluzione più adatta alla tua realtà aziendale.



Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno valore puramente informativo e si riferiscono al quadro normativo e tecnico vigente alla data di redazione. Data la continua evoluzione del settore, i riferimenti citati potrebbero subire variazioni.

 

FAQ: Domande frequenti sull’installazione di colonnine di ricarica per aziende

Quante colonnine servono per una flotta aziendale di 20 veicoli?
Non esiste una regola fissa, ma il riferimento standard è circa 1 colonnina ogni 2-3 veicoli, considerando che non tutti si ricaricano contemporaneamente e che parte della ricarica potrebbe avvenire altrove. Un’analisi dei pattern di utilizzo della flotta è il metodo più preciso per determinare il numero ottimale.

About Powy

Powy Rgb Blu Scuro Verde

Powy è un’azienda che possiede, sviluppa e gestisce la principale rete indipendente italiana di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici.

Fondata a Torino nel 2018, Powy è al centro della transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo un’infrastruttura di ricarica innovativa che utilizza esclusivamente energia 100% rinnovabile.

Il network di Powy comprende soluzioni di ricarica quick, fast e ultra-fast, posizionate strategicamente in parcheggi pubblici e privati, supermercati, centri commerciali e hub di trasporto, per garantire massima comodità e accessibilità agli EV driver. Ogni stazione è dotata di tecnologie avanzate per offrire un’esperienza di ricarica affidabile ed efficiente.

Scopri di più: www.powy.energy