12 Maggio 2026

Ricarica auto elettrica: quanto costa fare 100 km oggi

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Quando si parla di auto elettrica, la domanda che torna sempre è questa: quanto costa davvero rispetto alla benzina? Non esiste una risposta unica, perché il costo della ricarica dipende da dove si ricarica, in quale fascia oraria e con quale operatore.

Ma i numeri, nella maggior parte dei casi, restano favorevoli all’elettrico e, in alcuni scenari, la differenza rispetto ai carburanti tradizionali diventa molto significativa. Per rispondere in modo serio bisogna però abbandonare slogan e semplificazioni: servono dati concreti, basati su consumi reali, tariffe reali e abitudini d’uso quotidiane.

Capire il consumo: il punto di partenza

Prima di parlare di euro, bisogna capire quanta energia consuma un’auto elettrica. La media del mercato si aggira tra i 15 e i 20 kWh per 100 km, con differenze sensibili tra un’utilitaria compatta e un SUV di fascia alta. Una Fiat 500e consuma circa 14–15 kWh/100 km; una Tesla Model Y si attesta sui 17–19 kWh/100 km; un SUV come la BMW iX può arrivare a 22–25 kWh/100 km in autostrada.

Questi numeri variano anche in base alla stagione, allo stile di guida e all’uso del climatizzatore. In inverno, con temperature sotto i 5°C, i consumi possono aumentare del 20–30% rispetto alla media dichiarata. In estate, con il clima acceso a piena potenza, l’incremento è più contenuto ma comunque presente. È un fattore da tenere in conto quando si calcolano i costi su base annua.

Questo numero, i kWh per 100 km, è il moltiplicatore di tutto: più è basso, più la ricarica è economica indipendentemente da dove e come la fai.

Il confronto con la benzina: il parametro di riferimento

Per dare un senso ai numeri che seguono, è utile avere un riferimento fisso. Un’auto termica con un consumo medio di 6 litri/100 km, a 1,75 euro/litro, spende 10,50 euro per percorrere 100 km. Con un consumo di 7 litri/100 km, più realistico per molte vetture di medie dimensioni, si arriva a 12,25 euro. Nei paragrafi che seguono, ogni scenario viene confrontato con questo benchmark.

Ricarica domestica: tariffe contenute, ma non per tutti

Chi ricarica a casa, con wallbox o presa domestica rinforzata, accede alle tariffe generalmente più contenute. Con una tariffa bioraria notturna intorno a 0,10–0,15 euro/kWh, il costo per 100 km scende a 1,50–3 euro. Anche con la tariffa flat standard di 0,20–0,25 euro/kWh, si arriva a un massimo di 5 euro per 100 km. Il risparmio rispetto alla benzina è nell’ordine del 50–85%, a seconda del veicolo e della tariffa applicata.

Chi ha un impianto fotovoltaico può abbassare ulteriormente i costi nelle ore centrali della giornata, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. In questi casi il costo effettivo per kWh può scendere sensibilmente, anche se va considerata la quota di ammortamento dei pannelli nel calcolo complessivo. Va detto però che questa opzione non è disponibile per tutti. Chi vive in condominio senza accesso a un posto auto privato, chi è in affitto o chi non può installare una wallbox deve affidarsi quasi interamente alla rete pubblica.

Colonnine pubbliche AC: la soluzione più diffusa

Le colonnine pubbliche lente o semi-rapide (da 7 a 22 kW) sono le più capillari sul territorio: si trovano nei parcheggi comunali, nei supermercati, nei centri commerciali, nelle aree di sosta a pagamento e sempre più spesso nei garage condominiali. La tariffa media oscilla tra 0,30 e 0,70 euro/kWh, portando il costo a circa 6–10 euro per 100 km.

Non è la soluzione più economica in assoluto, ma rimane competitiva rispetto alla benzina, specialmente se si sfruttano le soste già pianificate nella giornata. Parcheggi due ore al supermercato? Con una colonnina da 22 kW si recuperano facilmente 30–40 km di autonomia senza dedicare tempo aggiuntivo alla ricarica.

Fast charging: comodo per i viaggi, meno per la routine

Le colonnine fast (50–150 kW) si trovano tipicamente alle uscite autostradali, nei centri commerciali di medie e grandi dimensioni e nelle stazioni di servizio urbane. La tariffa media oscilla tra 0,65 e 0,90 euro/kWh, portando il costo a 11–15 euro per 100 km. A questi livelli, il vantaggio economico rispetto alla benzina si assottiglia sensibilmente: il risparmio si riduce a pochi euro per 100 km e, per i veicoli con consumi sopra i 20 kWh/100 km, può azzerarsi del tutto.

Il vero valore del fast charging non è il risparmio economico, ma la velocità: in 20–25 minuti si recuperano 150–200 km di autonomia, il che rende questa modalità ideale per i viaggi fuori porta o per situazioni in cui si ha fretta. Usarla come scelta quotidiana, invece, significa rinunciare a buona parte del risparmio che ha reso l’elettrico attraente in primo luogo.

Ultra-fast in autostrada: velocità a un prezzo più alto

Le colonnine da 150 kW in su, presenti nelle principali aree di servizio autostradali, applicano le tariffe più elevate: tra 0,80 e 0,99 euro/kWh, con un costo per 100 km che può arrivare a 14–17 euro, sostanzialmente in linea con la benzina e in alcuni casi leggermente superiore per i veicoli con consumi più alti.

Il contesto, però, cambia completamente la prospettiva. In autostrada non ci sono alternative pratiche, e ciò che si acquista non è solo energia, ma anche velocità e continuità del viaggio: in 15–20 minuti si passa dal 20% all’80% di carica. Per chi affronta lunghi trasferimenti in modo saltuario è un compromesso del tutto accettabile. Per chi percorre autostrade ogni giorno, invece, vale la pena pianificare meglio le soste per evitare sistematicamente le colonnine più costose.

Il quadro complessivo: quanto si risparmia davvero?

Provando a costruire uno scenario realistico per un automobilista medio che percorre 15.000 km all’anno, con un mix di ricariche domestiche, pubbliche AC e qualche sessione fast, il costo annuo di “carburante” per un’auto elettrica si colloca in genere tra circa 500 e 1.500 euro, a seconda del peso della ricarica domestica e dell’utilizzo della rete pubblica.

Lo stesso chilometraggio con un’auto a benzina da 6–7 litri/100 km costa tra 1.500 e 1.900 euro all’anno, ai prezzi attuali.

La forbice si restringe se si usa molto il fast charging in autostrada, ma anche nello scenario peggiore, con mix pesante su ricarica pubblica e senza presa domestica, l’elettrico risulta generalmente meno costoso su base annua. Soprattutto considerando che i costi di manutenzione ordinaria sono strutturalmente più bassi: niente olio motore, filtri, cinghia di distribuzione o frizione.

Come ottimizzare i costi

Per spendere meno con un’auto elettrica non basta guardare il prezzo al kWh: conta anche come e quando si ricarica. Alcune abitudini possono fare una differenza concreta nel costo finale.

  • Utilizzare la ricarica ultrafast soprattutto nei viaggi lunghi: è la soluzione più comoda e veloce, ma in genere anche la più costosa rispetto alle colonnine AC o alla ricarica domestica
  • Quando possibile, preferire ricariche AC o domestiche, che normalmente permettono di ridurre il costo complessivo dell’energia
  • Sfruttare le ricariche gratuite ancora disponibili presso centri commerciali, hotel, supermercati o strutture ricettive che offrono il servizio ai clienti
  • Pianifica i viaggi lunghi con app dedicate come Powy Charge per scegliere sempre la colonnina più economica sul percorso ed evitare le reti più costose dove possibile
  • Verificare eventuali abbonamenti o tariffe agevolate: per chi percorre molti chilometri possono abbassare sensibilmente il costo medio della ricarica

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Le tariffe riportate in questo articolo rappresentano valori medi indicativi, elaborati sulla base di fonti di mercato aggiornate a maggio 2026. Il costo effettivo della ricarica può variare in funzione dell’operatore scelto, della modalità di ricarica, dell’eventuale utilizzo del roaming, di penali di sosta, abbonamenti, sconti o altre condizioni commerciali applicate. I consumi indicati per 100 km sono anch’essi valori medi: l’autonomia reale dipende dal modello del veicolo, dall’efficienza della batteria, dallo stile di guida e dalle condizioni di utilizzo, incluse temperatura esterna e uso dei sistemi di climatizzazione.

 

FAQ: Cosa succede se non ho la possibilità di ricaricare a casa?

Chi non ha un posto auto privato o non può installare una wallbox deve affidarsi alla rete pubblica. In questo scenario il costo annuo può essere più elevato rispetto alla ricarica domestica, ma nella maggior parte dei casi resta comunque inferiore rispetto ai costi della benzina.


About Powy

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Powy è un’azienda che possiede, sviluppa e gestisce la principale rete indipendente italiana di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici.

Fondata a Torino nel 2018, Powy è al centro della transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo un’infrastruttura di ricarica innovativa che utilizza esclusivamente energia 100% rinnovabile.

Il network di Powy comprende soluzioni di ricarica quick, fast e ultra-fast, posizionate strategicamente in parcheggi pubblici e privati, supermercati, centri commerciali e hub di trasporto, per garantire massima comodità e accessibilità agli EV driver. Ogni stazione è dotata di tecnologie avanzate per offrire un’esperienza di ricarica affidabile ed efficiente.

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