Come pagare la ricarica dell’auto elettrica: guida completa
La transizione verso la mobilità elettrica porta con sé un cambio di abitudini che va ben oltre la semplice scelta del motore sotto il cofano. Per chi ha passato anni a inserire banconote nei self-service o a consegnare la carta al benzinaio, l’impatto con la colonnina di ricarica può sollevare qualche dubbio iniziale: non ci sono casse automatiche universali in ogni angolo e i display non sempre sono evidenti.
La domanda sorge spontanea non appena si sale a bordo di una vettura a batteria: come si paga, concretamente, l’energia? La realtà della ricarica pubblica si è evoluta rapidamente, diventando molto più accessibile e integrata di quanto si pensi. Ecco una panoramica completa e aggiornata delle opzioni oggi disponibili.
Per capire come funzionano i pagamenti, bisogna prima fare chiarezza su chi si nasconde dietro la colonnina. Nel mondo della ricarica pubblica si muovono due figure distinte, che a volte possono coincidere: il CPO (Charge Point Operator), ovvero l’azienda che installa e possiede fisicamente l’infrastruttura, e l’eMSP (e-Mobility Service Provider), il soggetto che fornisce l’app o la tessera RFID e gestisce la fatturazione.
Questa distinzione è il vero vantaggio dell’ecosistema elettrico. Grazie agli accordi di roaming (molto simili a quelli della telefonia mobile), non sei obbligato a usare l’app del marchio che vedi stampato sulla colonnina, ma puoi attivarla comodamente con l’app del tuo fornitore di fiducia.
Il panorama della ricarica si divide in due grandi ecosistemi, e le modalità di pagamento cambiano di conseguenza.
Da un lato ci sono le strutture autonome, ovvero i punti installati privatamente da hotel, ristoranti, centri commerciali o aziende. Spesso, in questi casi, la ricarica non è inserita nei grandi circuiti nazionali: può essere gestita direttamente alla cassa, inclusa nel conto dell’albergo oppure offerta gratuitamente ai clienti. Conviene sempre chiedere informazioni al personale.
Dall’altro lato troviamo le reti pubbliche, lo scenario più comune su strade urbane, supermercati e autostrade. Qui le colonnine sono connesse a piattaforme centrali e permettono di pagare sia come cliente occasionale sia tramite un profilo registrato. Un aspetto da non sottovalutare, specialmente su questa rete, è la compatibilità del connettore: verificarla prima di avviare la sessione evita inutili perdite di tempo.
Ci sono situazioni in cui i piani cambiano, o semplicemente non si ha voglia di scaricare l’ennesima app sul telefono. Per questo si stanno diffondendo soluzioni di pagamento immediate, pensate per i clienti di passaggio.
Sulle colonnine veloci e ultra-rapide è sempre più comune trovare un POS fisico: basta avvicinare la carta di debito/credito o lo smartphone (tramite Apple Pay o Google Wallet) e, dopo una rapida pre-autorizzazione bancaria, la ricarica parte. Se invece la colonnina è più datata o non dispone di un display (come capita spesso con quelle in corrente alternata), è quasi sempre presente un QR code univoco sulla scocca. Inquadrandolo con la fotocamera dello smartphone si viene rimandati a una pagina web sicura dove inserire i dati della carta e pagare “al volo”.
Per chi usa l’auto elettrica quotidianamente, creare un profilo su una o più piattaforme resta la scelta di gran lunga più comoda ed efficiente.
Le app dedicate fungono da vero centro di comando: una volta salvato un metodo di pagamento, permettono di avviare la sessione con un tap, tenendo traccia delle ricevute digitali (molto utili per flotte o partite IVA, dato che spesso è possibile richiedere direttamente la fattura elettronica). In alternativa, molti guidatori preferiscono tenere nel portafogli un dispositivo RFID (tessera o keyfob): ha il grande vantaggio di funzionare istantaneamente, anche in zone dove lo smartphone non ha ricezione internet.
Il traguardo finale di questa evoluzione tecnologica è però il Plug & Charge. Laddove veicolo, colonnina e contratto lo permettano, è sufficiente inserire il cavo: l’infrastruttura riconosce l’auto (grazie a un certificato digitale univoco memorizzato nel veicolo), autorizza la sessione e addebita il costo sul profilo dell’utente in totale autonomia.
Capire la tariffa è fondamentale per evitare sorprese sull’estratto conto. Il prezzo finale di una ricarica pubblica non è dato solo dall’energia effettivamente erogata (il costo per kWh). A questo possono sommarsi un piccolo costo fisso per l’avvio della sessione, un costo al minuto (su specifiche reti ad alta potenza) o una tariffa di occupazione, ovvero una penale che scatta se si lascia l’auto collegata a ricarica ormai conclusa, impedendo ad altri di usufruirne.
È importante ricordare che, quando si paga direttamente con carta, il sistema blocca temporaneamente una somma cautelativa (pre-autorizzazione); al termine della sosta verrà addebitato solo l’importo reale e la differenza verrà sbloccata secondo i tempi della propria banca. Inoltre, se si utilizza un’app in roaming su una colonnina di un altro operatore, le tariffe possono variare: un rapido controllo in-app prima di far partire l’erogazione è sempre una buona abitudine.
La ricarica pubblica sta evolvendo verso un modello sempre più semplice e immediato, simile a quello del rifornimento tradizionale. Le modalità di pagamento oggi sono diverse, e diventa importante conoscere il funzionamento dell’infrastruttura disponibile.
In questo scenario, Powy ha sviluppato una rete pensata per integrarsi in modo naturale nella quotidianità. Presente in punti strategici, consente un accesso rapido e intuitivo all’energia: tramite l’app Powy Charge è possibile localizzare le stazioni, sia proprietarie sia in roaming, e gestire l’intera sessione in modo semplice e trasparente. La rete è inoltre pensata per garantire flessibilità anche agli utenti occasionali, che possono avviare la ricarica tramite QR code o utilizzare la modalità guest direttamente da app.
A seconda delle modalità offerte dalla stazione, è possibile scegliere tra QR code, app di ricarica, tessere RFID o, in alcuni casi, anche Plug & Charge.
Viene bloccata temporaneamente una somma di denaro a garanzia. Al termine della ricarica viene addebitato solo l’importo effettivo, mentre il resto viene sbloccato. I tempi di riaccredito dipendono dalla banca.
Sì, se supporta il roaming internazionale. Molti operatori permettono di attivare colonnine estere, ma è sempre consigliato verificare copertura e tariffe prima della partenza.
Sì. Le colonnine in corrente continua (DC) hanno generalmente costi più elevati perché offrono potenze superiori. Anche le modalità di pagamento possono variare: il POS è più frequente in DC, mentre in AC (urbane) sono più comuni app, RFID e QR code.
Viene addebitata solo l’energia effettivamente erogata fino al momento dell’interruzione.
Powy è un’azienda che possiede, sviluppa e gestisce la principale rete indipendente italiana di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici.
Fondata a Torino nel 2018, Powy è al centro della transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo un’infrastruttura di ricarica innovativa che utilizza esclusivamente energia 100% rinnovabile.
Il network di Powy comprende soluzioni di ricarica quick, fast e ultra-fast, posizionate strategicamente in parcheggi pubblici e privati, supermercati, centri commerciali e hub di trasporto, per garantire massima comodità e accessibilità agli EV driver. Ogni stazione è dotata di tecnologie avanzate per offrire un’esperienza di ricarica affidabile ed efficiente.
Scopri di più: www.powy.energy