02 Settembre 2026

Mercato auto UE: un’auto su cinque è elettrica. I dati della crescita e cosa cambia per la rete di ricarica

Mercato Auto Elettriche 2026

Nei primi sei mesi del 2026, il mercato automobilistico dell’Unione Europea ha raggiunto un traguardo simbolico e strutturale: il 20,7% delle nuove auto immatricolate è puramente elettrico (BEV). Più di una vettura su cinque immessa sulle strade europee, per un totale di 1,22 milioni di unità in un solo semestre, è quindi sprovvista di motore a combustione.

Con l’auto elettrica che esce definitivamente dalla nicchia degli early adopter per entrare nel mercato di massa, cambia anche la pressione sull’infrastruttura pubblica. Gli automobilisti non cercano più soltanto “un punto dove ricaricare”, ma un’esperienza rapida, capillare e semplice, sempre più simile a quella del tradizionale rifornimento.

Come sta rispondendo l’Italia a questo cambiamento continentale? Con un’accelerazione infrastrutturale senza precedenti. Analizziamo i dati del mercato europeo, i numeri della rete italiana e il ruolo delle normative AFIR nell’evoluzione dell’infrastruttura di ricarica.

1. Il mercato europeo: l’elettrico supera il 20% e il termico arretra

I dati del primo semestre 2026 fotografano una transizione ormai strutturale. Mentre i veicoli puramente elettrici (BEV) superano il 20% e le ibride plug-in (PHEV) si avvicinano al 10%, i motori tradizionali continuano a perdere terreno.

Le auto a benzina sono calate del 17,2%, scendendo al 22,2% di quota di mercato, mentre il diesel è arretrato ulteriormente, raggiungendo il 7,5%.

Questo spostamento della domanda, sostenuto sia dai grandi costruttori europei sia dall’ingresso dei marchi asiatici, che hanno raggiunto il 6% di quota di mercato nell’UE, impone un cambio di passo anche sul fronte infrastrutturale.

Se un’auto nuova su cinque è elettrica, cresce infatti il numero di automobilisti che utilizzano la rete pubblica per viaggi di lavoro, turismo e spostamenti quotidiani. Di conseguenza, disponibilità, affidabilità e distribuzione dei punti di ricarica diventano elementi sempre più centrali per accompagnare la crescita della mobilità elettrica.

2. La risposta italiana: oltre 84.000 punti di ricarica e +226% in quattro anni

Di fronte all’avanzata delle immatricolazioni elettriche in Europa, l’infrastruttura italiana ha registrato un’accelerazione significativa.

Alla fine del secondo trimestre 2026, l’Italia ha superato quota 84.564 punti di ricarica pubblici, con oltre 17.000 nuove installazioni in dodici mesi.

Per comprendere la portata dello sviluppo, basti pensare che a marzo 2022 i punti di ricarica erano poco meno di 28.000: in quattro anni, la rete è quindi cresciuta di circa il 226%.

L’espansione non riguarda soltanto il numero complessivo di punti disponibili, ma anche la loro distribuzione e capacità di ricarica. La crescita della rete contribuisce infatti a sostenere sia le esigenze degli automobilisti italiani sia i flussi di mobilità internazionale provenienti dai Paesi europei con una maggiore diffusione dell’auto elettrica.

3. Il salto di qualità: la crescita della ricarica DC

Il dato più interessante dell’evoluzione recente della rete italiana non è soltanto quantitativo, ma anche qualitativo.

Una quota crescente delle nuove installazioni appartiene alle categorie Fast e Ultra-Fast in corrente continua (DC), con potenze che partono generalmente da 50 kW e possono superare i 300 kW.

Questa evoluzione risponde alla diffusione di veicoli elettrici sempre più efficienti e capaci di sfruttare potenze di ricarica elevate.

  • Riduzione dei tempi: le stazioni Ultra-Fast possono consentire di recuperare centinaia di chilometri di autonomia in tempi ridotti, a seconda del veicolo e delle condizioni di ricarica.
  • Maggiore rotazione: tempi di ricarica più brevi permettono alla stessa infrastruttura di servire più veicoli nell’arco della giornata, soprattutto nei luoghi caratterizzati da elevati flussi di traffico.
  • Evoluzione dei veicoli: le auto elettriche di ultima generazione utilizzano architetture a 400 o 800 Volt e possono sfruttare potenze sempre maggiori, rendendo necessario un adeguamento dell’infrastruttura.

La crescita della ricarica ad alta potenza rappresenta quindi un’evoluzione naturale del mercato, ma non significa che la massima potenza sia sempre la soluzione più adatta.

La scelta della tecnologia deve infatti tenere conto anche del tempo di permanenza dell’utente: una sosta di pochi minuti richiede esigenze diverse rispetto a una permanenza di diverse ore.

4. Standard europei: l’AFIR e la ricarica ad-hoc

L’espansione della rete italiana si inserisce nel quadro definito dal Regolamento europeo AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), che punta a rendere la ricarica dei veicoli elettrici sempre più accessibile, capillare e interoperabile.

Uno degli obiettivi è facilitare la ricarica ad-hoc, permettendo agli automobilisti di pagare una sessione senza dover necessariamente disporre di un contratto preesistente con un operatore o utilizzare un’applicazione specifica.

In questo contesto, l’AFIR introduce requisiti relativi ai pagamenti elettronici e contactless per determinate categorie di infrastrutture, con particolare attenzione alle stazioni ad alta potenza lungo i principali corridoi di trasporto europei.

Dal 1° gennaio 2027, per le nuove stazioni di ricarica pubbliche interessate dalla normativa, il pagamento tramite carta o dispositivo contactless diventerà un elemento sempre più centrale dell’esperienza di ricarica.

L’obiettivo è semplice: ridurre le barriere all’accesso e rendere la ricarica pubblica più simile, per semplicità, a un normale rifornimento.

5. Le opportunità per aziende, territori e strutture

L’incrocio tra crescita delle auto elettriche e sviluppo della rete di ricarica apre nuove opportunità per aziende, property manager, strutture ricettive e amministrazioni locali.

Property manager, retail e hospitality

Il crescente numero di automobilisti elettrici rappresenta un’opportunità per centri commerciali, hotel, ristoranti e altre strutture che dispongono di parcheggi.

Integrare infrastrutture di ricarica significa offrire un servizio aggiuntivo, ma anche creare un’opportunità per attrarre e trattenere clienti durante il tempo di sosta.

La tecnologia più adatta, tuttavia, non è necessariamente quella con la potenza maggiore: la progettazione deve partire dal tipo di luogo, dalla durata media della sosta e dai flussi degli utenti.

Aziende e flotte

Per le aziende, la maggiore autonomia dei veicoli elettrici e la crescita di una rete pubblica sempre più capillare rendono progressivamente più concreta l’elettrificazione delle flotte.

La disponibilità di infrastrutture Fast e Ultra-Fast, insieme a modalità di pagamento sempre più semplici e interoperabili, può supportare anche gli utilizzi professionali caratterizzati da tempi di percorrenza elevati, come forza vendita, flotte aziendali e logistica dell’ultimo miglio.

Anche in questo caso, la scelta dell’infrastruttura deve essere coerente con le modalità di utilizzo dei veicoli: non tutte le flotte hanno bisogno della stessa potenza o della stessa tecnologia di ricarica.

Comuni e territori

Per le amministrazioni locali, la crescita della mobilità elettrica rende sempre più importante pianificare l’infrastruttura in funzione delle caratteristiche del territorio e della domanda di mobilità.

Non si tratta soltanto di aumentare il numero di punti disponibili, ma di individuare dove la ricarica è realmente necessaria, considerando densità abitativa, flussi di traffico, attività commerciali, attrattori turistici e collegamenti con le principali direttrici stradali.

Una rete ben distribuita può contribuire a rendere la mobilità elettrica più accessibile e a sostenere la transizione anche nei territori in cui la diffusione delle BEV è ancora in fase di crescita.

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FAQ: Domande frequenti su mercato auto elettriche e infrastrutture

Quante auto elettriche si vendono in Europa?

Nei primi sei mesi del 2026, le auto puramente elettriche (BEV) hanno rappresentato il 20,7% delle immatricolazioni totali nell’Unione Europea, superando 1,22 milioni di unità. Se si aggiungono le ibride plug-in (PHEV), la quota di mercato elettrificata supera il 30%.

Quante colonnine di ricarica ci sono in Italia?

Alla fine del secondo trimestre 2026, l’Italia conta oltre 84.500 punti di ricarica a uso pubblico. La rete è cresciuta di 17.000 unità in un solo anno e del 226% rispetto al marzo del 2022.

Cosa si intende per colonnine Fast e Ultra-Fast?

Le stazioni Fast erogano energia in corrente continua (DC) con potenze a partire da 50 kW. Le stazioni Ultra-Fast (HPC) superano i 100/150 kW, arrivando spesso a 300 kW o più, permettendo di ricaricare gran parte della batteria di un’auto elettrica in 15-20 minuti.

Come cambiano i pagamenti sulle colonnine con la direttiva AFIR?

Dal 1° gennaio 2027, le nuove colonnine pubbliche dai 50 kW in su installate lungo la rete stradale TEN-T europea dovranno essere equipaggiate con lettori POS o contactless per consentire agli automobilisti di pagare direttamente con carta bancaria, senza doversi per forza registrare a un servizio tramite app.

 

Disclaimer: i dati e le statistiche riportati in questo articolo, aggiornati a settembre 2026, si basano sulle principali fonti ufficiali disponibili al momento della stesura. I dati relativi alle immatricolazioni e alle quote di mercato automotive nell’Unione Europea fanno riferimento alle rilevazioni ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association) relative al primo semestre 2026. Per lo sviluppo della rete di ricarica pubblica in Italia sono stati utilizzati i dati di monitoraggio di settore relativi al secondo trimestre 2026. Il quadro normativo è basato sul Regolamento (UE) 2023/1804 (AFIR – Alternative Fuels Infrastructure Regulation). Pur garantendo la massima cura nell’elaborazione dei contenuti, eventuali aggiornamenti delle fonti, revisioni statistiche o evoluzioni normative potrebbero determinare variazioni rispetto ai dati e alle informazioni riportati nell’articolo.

About Powy

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Powy è un’azienda che possiede, sviluppa e gestisce la principale rete indipendente italiana di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici.

Fondata a Torino nel 2018, Powy è al centro della transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo un’infrastruttura di ricarica innovativa che utilizza esclusivamente energia 100% rinnovabile.

Il network di Powy comprende soluzioni di ricarica quick, fast e ultra-fast, posizionate strategicamente in parcheggi pubblici e privati, supermercati, centri commerciali e hub di trasporto, per garantire massima comodità e accessibilità agli EV driver. Ogni stazione è dotata di tecnologie avanzate per offrire un’esperienza di ricarica affidabile ed efficiente.

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