02 Dicembre 2025

Mobilità elettrica 2026: le tendenze che modelleranno il prossimo anno

Mobilita Elettrica

Il 2026 si prospetta come un anno di svolta per la mobilità elettrica, con innovazioni tecnologiche, normative più stringenti e una crescita esponenziale del mercato che modelleranno il futuro del settore.

Le tendenze emergenti indicano una maturazione accelerata del mercato, con veicoli più performanti, infrastrutture più capillari e un’integrazione sempre più profonda con il sistema energetico complessivo.​

Autonomia in crescita e nuove tecnologie batterie

L’autonomia dei veicoli elettrici continuerà ad aumentare significativamente. Per fare un esempio, la nuova Nissan Leaf 2026 debutterà con 604 km di autonomia, rappresentando un miglioramento sostanziale rispetto alle generazioni precedenti e alla media attuale dei veicoli elettrici. Questo incremento è reso possibile dal calo del costo delle batterie agli ioni di litio e dall’aumento della produzione di modelli elettrici più accessibili e performanti.​

Le batterie allo stato solido sono attese in veicoli premium ad alte prestazioni e potrebbero coprire il 10% della domanda globale di batterie per veicoli elettrici e accumulo entro il 2035. Questa tecnologia promette maggiore densità energetica, tempi di ricarica ridotti e maggiore sicurezza rispetto alle batterie tradizionali, aprendo nuovi scenari per l’autonomia e le prestazioni dei veicoli elettrici.​

Entro il 2030, ci sarà un miglioramento delle auto elettriche anche dal punto di vista dell’autonomia e dei tempi di ricarica. Assisteremo inoltre a una diffusione di auto plug-in hybrid con oltre 200 km di autonomia in elettrico, che rappresenteranno un ponte tecnologico per molte aziende e utilizzatori che necessitano di maggiore flessibilità operativa.​

Tecnologia V2G: dall’auto alla rete

Tra le funzioni più interessanti dei nuovi veicoli elettrici figura il Vehicle-to-Load (V2L), che permette di alimentare dispositivi elettrici collegandoli direttamente all’auto, anche dal bagagliaio, trasformando il veicolo in una powerbank mobile. Questa funzionalità, già presente in alcuni veicoli, aprirà scenari interessanti per attività outdoor, emergenze e applicazioni professionali.​

In Europa sarà anche sempre più diffusa la compatibilità Vehicle-to-Grid (V2G), consentendo in futuro di restituire energia alla rete elettrica e contribuire alla stabilizzazione del sistema, oltre a ridurre i costi energetici domestici attraverso strategie di arbitraggio energetico. Il V2G permette ai veicoli elettrici non solo di prelevare energia dalla rete per ricaricare le proprie batterie, ma anche di cedere energia alla rete quando le condizioni economiche e operative lo rendono vantaggioso.​

I veicoli V2G possono agire come una rete di batterie distribuite, assorbendo l’energia in eccesso quando la produzione rinnovabile è alta (ad esempio durante le ore centrali della giornata con forte irraggiamento solare) e rilasciandola quando la domanda supera l’offerta (tipicamente nelle ore serali). Questa doppia finalità rende il sistema energetico sempre più efficiente e con meno sprechi, trasformando i veicoli elettrici in asset energetici attivi.​

Il cuore del sistema V2G è un inverter di potenza bidirezionale, che gestisce il flusso di energia in entrambe le direzioni tra la batteria del veicolo e la rete. I proprietari dei veicoli possono impostare parametri come il livello minimo di carica da preservare, garantendo che l’auto sia sempre pronta all’uso quando necessario, mentre i gestori della rete possono gestire in modo intelligente la carica e scarica dei veicoli per ottimizzare l’equilibrio energetico.​

Crescita del mercato e previsioni 2026

Secondo le previsioni, tra il 2025 e il 2030 il consumo di elettricità legato ai veicoli elettrici aumenterà di 2,4 volte, richiedendo adeguamenti significativi dell’infrastruttura di rete e della capacità di generazione. In diversi Paesi, le flotte elettriche supereranno quelle a combustione entro i prossimi decenni, segnando un cambiamento epocale nella mobilità globale.​

Si prevede che quasi i due terzi delle vendite globali di veicoli elettrici saranno provenienti dalla Cina, seguita dall’Europa con il 17% e dagli Stati Uniti con il 7%, confermando le dinamiche geografiche del mercato. Entro il 2026, alcuni produttori prevedono di avere sei modelli elettrici in gamma, che rappresenteranno almeno il 20% delle vendite europee, testimoniando l’accelerazione della transizione.​

Nel contesto europeo, le auto elettriche potrebbero toccare una quota di mercato compresa tra il 20 e il 24% nel 2025-2026, sostenute da normative favorevoli e dall’espansione dell’offerta. Tuttavia, il settore affronta anche sfide: alcune case automobilistiche stanno chiedendo maggiore supporto normativo per sostenere la domanda, evidenziando la necessità di policy coordinate a livello europeo.​

Normativa AFIR e infrastrutture di ricarica

La direttiva AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) prescrive l’obbligo di avere, entro il 2025, almeno una stazione di ricarica pubblica ogni 60 km lungo le principali arterie europee, garantendo la continuità della mobilità elettrica su lunghe distanze. Entro il 31 dicembre 2025, ciascun gruppo di stazioni di ricarica dovrà fornire una potenza di uscita di almeno 400 kW e con almeno un punto di ricarica con potenza di uscita singola di almeno 150 kW, assicurando ricariche rapide ed efficienti.​

Questo significa che nei prossimi anni la rete di ricarica sarà sempre più estesa, capillare e potente, eliminando progressivamente l’ansia da autonomia che rappresenta ancora una barriera psicologica per molti potenziali acquirenti. L’AFIR contempla inoltre la creazione di punti di ricarica accessibili e interoperabili in tutta l’UE, attraverso l’adozione di standard comuni per i connettori e i servizi di ricarica, semplificando l’esperienza utente.​

La normativa punta a creare un ecosistema di ricarica omogeneo a livello europeo, dove gli utenti possano ricaricare ovunque con le stesse modalità di pagamento e interfacce standardizzate, superando la frammentazione attuale del mercato. Questo rappresenta un elemento fondamentale per la diffusione capillare della mobilità elettrica, soprattutto per chi viaggia frequentemente tra diversi Paesi europei.​

Flotte aziendali e nuove normative europee

Nel 2026, le flotte aziendali sono al centro dell’attenzione normativa europea: la Commissione UE sta lavorando a nuove regole che potrebbero imporre quote crescenti di veicoli elettrici nelle flotte aziendali, con obiettivi che arrivano fino al 50% entro il 2027 e possibilmente al 100% entro il 2030.​

Questo approccio si basa sul riconoscimento che le flotte aziendali rappresentano un settore chiave per accelerare la transizione elettrica: circa il 60% del mercato delle auto nuove in Europa è destinato a flotte aziendali e servizi di noleggio, rendendo questo segmento cruciale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.​

Gli operatori di settore sottolineano l’urgenza di fissare obiettivi di elettrificazione per le flotte aziendali, accompagnati da un ambiente normativo stabile, obiettivi nazionali per le reti di ricarica e sostegno mirato agli acquirenti. Le aziende più preparate stanno quindi pianificando la transizione con strategie personalizzate in base al contesto territoriale, alla tipologia di flotta e agli obiettivi ESG specifici.​

Sviluppi futuri

Il 2026 rappresenta quindi un anno cruciale per la mobilità elettrica, con innovazioni tecnologiche che renderanno i veicoli elettrici sempre più performanti, accessibili e integrati nel sistema energetico complessivo. La convergenza tra mobilità ed energia sta creando nuove opportunità e ridefinendo i modelli di business tradizionali, con le aziende più innovative che stanno già sperimentando soluzioni integrate che combinano flotte elettriche, energie rinnovabili e sistemi di gestione intelligente.​

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FAQ: Domande frequenti sulla mobilità elettrica nel 2026

Quale sarà l’autonomia dei veicoli elettrici nel 2026?
L’autonomia dei veicoli elettrici sta crescendo significativamente: la nuova Nissan Leaf 2026 offre 604 km di autonomia, rappresentando un miglioramento sostanziale. Questo è reso possibile dal calo del costo delle batterie agli ioni di litio e dall’evoluzione tecnologica. Le batterie allo stato solido, attese in veicoli premium, promettono ulteriori incrementi con maggiore densità energetica. Entro il 2030, auto plug-in hybrid offriranno oltre 200 km di autonomia in elettrico.​

Cos’è la tecnologia V2G e quali vantaggi offre?
La tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G) permette ai veicoli elettrici non solo di prelevare energia dalla rete per ricaricare le batterie, ma anche di cedere energia alla rete. In Europa, la compatibilità V2G consentirà di restituire energia alla rete elettrica, contribuire alla stabilizzazione del sistema e ridurre i costi energetici domestici. I veicoli V2G agiscono come una rete di batterie distribuite, assorbendo energia in eccesso dalle rinnovabili e rilasciandola quando necessario.​

Quali sono gli obblighi della normativa AFIR per il 2025-2026?
La direttiva AFIR prescrive l’obbligo di avere, entro il 2025, almeno una stazione di ricarica pubblica ogni 60 km lungo le principali arterie europee. Entro il 31 dicembre 2025, ciascun gruppo di stazioni dovrà fornire una potenza di uscita di almeno 400 kW e con almeno un punto di ricarica da 150 kW. La normativa prevede anche punti di ricarica accessibili e interoperabili in tutta l’UE con standard comuni.​

Quanto crescerà il mercato della mobilità elettrica nel 2026?
Alcuni produttori prevedono che i modelli elettrici rappresenteranno almeno il 20% delle vendite europee entro il 2026. Le auto elettriche potrebbero toccare una quota di mercato compresa tra il 20 e il 24% nel 2025-2026. In diversi Paesi, le flotte elettriche supereranno quelle a combustione entro i prossimi decenni.​

Quali normative europee riguardano le flotte aziendali nel 2026?
La Commissione UE sta lavorando a nuove regole che potrebbero imporre quote crescenti di veicoli elettrici nelle flotte aziendali, con obiettivi che arrivano fino al 50% entro il 2027 e possibilmente al 100% entro il 2030. Già oggi una buona parte del mercato delle auto nuove in Europa è destinato a flotte aziendali e servizi di noleggio, rendendo questo segmento cruciale per la decarbonizzazione.

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Fondata a Torino nel 2018, Powy è al centro della transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo un’infrastruttura di ricarica innovativa che utilizza esclusivamente energia 100% rinnovabile.

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