Costo dell’energia in Italia: l’impatto sugli operatori e il ruolo delle rinnovabili
L’Italia continua ad avere uno dei prezzi dell’energia elettrica più alti d’Europa. A dicembre 2025, il prezzo all’ingrosso si aggirava intorno ai 113 €/MWh, un valore che resta significativamente superiore rispetto a quello di altri paesi europei.
Questo divario non è casuale: dietro le bollette salate si nasconde un mix di dipendenza dal gas, tassazione elevata e un meccanismo di mercato che penalizza le fonti rinnovabili.
Per chi gestisce colonnine di ricarica pubblica, questo significa costi operativi più alti e margini più stretti. Ma esistono soluzioni concrete per ridurre l’impatto economico e rendere la mobilità elettrica più sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che finanziario.
L’energia elettrica in Italia costa cara per un motivo principale: il meccanismo del prezzo marginale. Funziona così: sul mercato elettrico, le centrali vengono attivate in ordine di costo, partendo dalle più economiche (rinnovabili) fino alle più costose (gas). Quando serve attivare le centrali a gas per coprire la domanda, tutte le fonti vengono pagate allo stesso prezzo: quello del gas.
Il risultato? Anche quando gran parte dell’energia arriva da fonti rinnovabili che costano poco, il prezzo finale dipende dal gas. E l’Italia importa oltre il 95% del gas che consuma, rendendoci vulnerabili alle oscillazioni dei mercati internazionali.
A questo si aggiunge una tassazione tra le più pesanti d’Europa: tasse e oneri rappresentano quasi il 28% del costo totale dell’elettricità. Una combinazione che fa lievitare le bollette di famiglie, imprese e operatori di infrastrutture di ricarica.
Gli operatori che gestiscono colonnine di ricarica pubblica si trovano di fronte a una sfida complessa. Il costo dell’energia rappresenta la voce principale della loro struttura di spesa, e quando il prezzo all’ingrosso aumenta, l’impatto è immediato.
A differenza delle utenze domestiche, chi gestisce infrastrutture di ricarica deve sostenere oneri di rete più elevati, costi di gestione e manutenzione, e naturalmente deve mantenere un margine per coprire gli investimenti.
Quando i prezzi dell’energia salgono durante i picchi di domanda, gli operatori si trovano a pagare energia molto cara mentre le tariffe di ricarica sono spesso già definite o vincolate da contratti.
Questo rende la gestione economica delle reti di ricarica particolarmente sensibile alle oscillazioni del mercato energetico. La dipendenza dal gas pesa doppiamente: sui consumatori finali e su chi investe nella mobilità elettrica.
Esistono soluzioni che, pur non essendo risolutive, possono supportare gli operatori del settore della ricarica elettrica nell’abbattere i costi operativi e rendere più sostenibile la gestione delle infrastrutture.
La chiave sta nell’integrazione tra fonti rinnovabili e innovazioni tecnologiche, strategie che sempre più operatori stanno valutando per fronteggiare l’aumento dei costi energetici.
Produrre energia in loco con il fotovoltaico permette di svincolarsi dal meccanismo del prezzo marginale. L’energia autoprodotta ha un costo prossimo allo zero dopo l’ammortamento iniziale, garantendo prevedibilità dei costi e autonomia dal mercato.
Parallelamente, le tecnologie di gestione avanzata dell’energia permettono di ottimizzare i consumi e sfruttare al meglio i momenti in cui l’elettricità costa meno.
Quando le colonnine sono alimentate da fonti rinnovabili certificate, si ottiene un doppio vantaggio: riduzione dei costi energetici per gli operatori e azzeramento delle emissioni della ricarica.
Considerando che le auto elettriche producono già tre volte meno emissioni rispetto ai veicoli termici, abbinare energia pulita alla mobilità elettrica rafforza ulteriormente il posizionamento sostenibile.
Un’opzione interessante arriva anche dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): le colonnine alimentate da rinnovabili possono diventare parte di queste comunità, condividendo energia pulita autoprodotta e beneficiando di ulteriori vantaggi.
Dal gennaio 2025 è stato introdotto il PUN zonale, che sostituisce il vecchio sistema centralizzato. Questo nuovo meccanismo permette alle regioni con maggiore produzione rinnovabile di beneficiare di prezzi più bassi. È un primo passo verso un mercato più efficiente, ma la dipendenza strutturale dal gas resta il nodo da sciogliere.
Per gli operatori di ricarica, la strada è chiara: investire in autoproduzione rinnovabile e tecnologie smart non è più solo una scelta sostenibile, ma una necessità economica. La mobilità elettrica può davvero decollare solo se l’energia che la alimenta diventa più accessibile e indipendente dalle logiche dei combustibili fossili.
In Powy non ci limitiamo a installare colonnine di ricarica. Come operatori, abbiamo scelto di erogare solo energia proveniente da fonti rinnovabili certificate al 100%, garantendo che ogni ricarica contribuisca concretamente alla riduzione delle emissioni e all’indipendenza dai combustibili fossili.
Il nostro approccio punta sull’efficienza energetica complessiva del sistema, non solo sull’infrastruttura fisica. Dalla scelta delle tecnologie più performanti alla gestione smart della domanda, fino all’integrazione con impianti fotovoltaici: progettiamo soluzioni che riducono i costi operativi, ottimizzano i consumi e massimizzano l’impatto positivo sull’ambiente.
Vuoi rendere la tua mobilità più sostenibile ed efficiente? Scopri come Powy può supportarti con soluzioni di ricarica alimentate al 100% da energia rinnovabile certificata. Contattaci per una consulenza personalizzata.
Perché l’energia elettrica costa così tanto in Italia?
L’energia in Italia costa cara per tre motivi principali: il sistema del prezzo marginale che fa pagare tutta l’energia al prezzo del gas (anche quella rinnovabile), la dipendenza dalle importazioni (90% del gas arriva dall’estero) e una tassazione tra le più alte d’Europa.
Quanto incide il costo dell’energia sugli operatori di colonnine di ricarica?
Gli operatori di ricarica acquistano energia dalla rete agli stessi prezzi determinati dal prezzo marginale. Il costo si compone di materia energia (la voce principale), oneri di rete maggiorati, gestione infrastrutture, imposte e margine operativo. Quando il prezzo all’ingrosso aumenta durante i picchi di domanda, i costi operativi crescono significativamente.
Powy è un’azienda che possiede, sviluppa e gestisce la principale rete indipendente italiana di infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici.
Fondata a Torino nel 2018, Powy è al centro della transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo un’infrastruttura di ricarica innovativa che utilizza esclusivamente energia 100% rinnovabile.
Il network di Powy comprende soluzioni di ricarica quick, fast e ultra-fast, posizionate strategicamente in parcheggi pubblici e privati, supermercati, centri commerciali e hub di trasporto, per garantire massima comodità e accessibilità agli EV driver. Ogni stazione è dotata di tecnologie avanzate per offrire un’esperienza di ricarica affidabile ed efficiente.
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